Chapecoense, da favola a tragedia: chi sono le vittime e i sopravvissuti

Chapecoense, da favola a tragedia: chi sono le vittime e i sopravvissuti

Gazzetta.it racconta chi sono vittime e sopravvissuti del disastro aereo in cui sono morti la maggior parte dei giocatori del  Chapecoense, squadra brasiliana che domani avrebbe dovuto giocare la finale di Coppa Sudamericana:

Mai una favola aveva avuto un finale tanto tragico. La Chapecoense in queste ultime settimane era stata protagonista di varie feste. La prima per il raggiungimento della prima finale della propria storia. L’ultima, solo ieri, da spettatori: erano i rivali del Palmeiras quando il club di San Paolo ha vinto il titolo brasiliano.

La “Chape”, come viene comunemente chiamata, è un club giovane, nato nel 1973. E’ la formazione della città di Chapeco, un polo industriale da 200mila abitanti dello stato di Santa Catarina, nel sud del Paese. Solo nel 2009 giocava nella serie D brasiliana, dopo una crisi seguita a primi anni di gloria, fra gli anni 90 e il 2000. Un’ascesa verticale e continua lo ha portato nella prima divisione brasiliana nel 2014, nel 2015 la prima partecipazione internazionale. La prima qualificazione in Sudamericana arrivò con un buon piazzamento in Coppa del Brasile, la corsa internazionale si fermò ai quarti contro il River Plate, che avrebbe vinto la competizione.

Quella che avrebbe dovuto giocare domani era sicuramente la gara più importante della propria storia: si era guadagnata l’accesso alla finale della Sudamericana (corrispondente della nostra Europa League), con l’eliminazione in semifinale degli argentini del San Lorenzo (1-1 in trasferta, 0-0 in casa). Prima aveva eliminato negli ottavi un’altra argentina, l’Independiente di Gabi Milito, grazie a un rigore parato da Danilo, morto in clinica; nei quarti aveva invece fatto fuori lo Junior colombiano, con 3-0 casalingo che ribaltava la sconfitta dell’andata.

Non ci sono vere star, nella rosa della Chape: la squadra era stata costruita a basso costo, la forza era il collettivo. I giocatori più noti erano l’attaccante Bruno Rangel, di ritorno da un’esperienza in Qatar, il terzino Dener, il mediano Gil, oltre al centrocampista Cleber Santana, che nella stagione 2009-2010 giocò nell’Atletico Madrid. Il portiere Danilo era stato fra i “recuperati”, ma portato in ospedale, è morto per la gravità delle ferite rimediate. Fra le vittime anche un giocatore passato in Italia: si tratta di Filipe Machado, difensore, 7 presenze con la Salernitana nel campionato di serie B 2009-2010: aveva 32 anni. L’allenatore era Caio Junior, 51 anni, una lunga esperienza in panchina, anche in piazze nobili come Flamengo, Palmeiras, Botafogo.

I sopravvissuti allo schianto al momento sono tre: il terzino sinistro Alan Ruschel, 27 anni, il difensore Helio Zampier Neto (31) e il secondo portiere Jackson Follman (24). Oltre a loro, in nove della rosa non era partiti perché non convocati: sono Nemen, Demerson, Boeck, Andrei, Hyoran, Winck Martinuccio, Moises e Nivaldo. Il più noto è Alejandro Martinuccio, passato anche dal Villarreal (“L’infortunio mi ha salvato la vita” ha detto), ma fra loro anche Claudio Winck, difensore che arrivò in prestito per nove mesi al Verona, dal luglio 2015 a marzo, esordendo e segnando un gol in Coppa Italia. Fra i “miracolati” c’è Matheus Saroli, figlio del d.t. del club, che sarebbe dovuto essere sul volo ma non è partito da San Paolo perché aveva dimenticato il passaporto.

articolo tratto da gazzetta.it

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